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2021

Nel Purgatorio dantesco, il tormento dell’anima, al contrario che nell’Inferno, ha un termine: un attimo preciso in cui l’anima si libera del greve peso della colpa, per elevarsi, improvvisamente leggera, nella perfezione della beatitudine. La lana, grezza e grossolana, e la sua lavorazione tormentata, tirata, piegata, rappresentano la pena inflitta all’anima. La lucentezza della viscosa e la sua lavorazione leggera, traforata, matematicamente perfetta e armonica, al contrario, rappresentano la redenzione: quell’attimo in cui l’anima si sente improvvisamente monda e leggera e percepisce una “libera volontà di miglior soglia” (Purgatorio, XXI)

Lana, viscosa, legno, metallo, 30 × 50 × 3 cm, Susegana 2021